domenica 7 ottobre 2018

L'Europa delle disuguaglianze


Perché si stanno affermando sempre più in Europa i partiti di estrema destra? Quali saranno le conseguenze di questa tendenza politica? A queste ed altre domande sulle sorti e sul passato della nostra Europa hanno cercato di dare una risposta l'economista Fabrizio Barca, la giornalista Rachel Donadio e l'europarlamentare Ellie Schlein. Come spiega Barca, questo fenomeno ha origine dalla paura e dalla diffidenza verso la diversità, derivate soprattutto dalla crisi economica del 2008 e sembra non doversi arrestare. Questo ha generato disuguaglianze sempre più marcate sul piano economico, sociale e valoriale e la sfiducia dei singoli Paesi sull'Unione Europea. I ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri, le città che investono nell'innovazione sempre più importanti, mentre le più piccole e le zone rurali sempre più emarginate. Di conseguenza la democrazia, il principio fondativo dell'Unione Europea, si sgretola con il tempo. Ellie Schlein sostiene inoltre che, parte della responsabilità della crisi va attribuita anche alle multinazionali che lucrano sulle difficoltà economiche degli Stati. Ai vertici delle nostre istituzioni c'è chi finge di non riconoscere e non capire questo dislivello socio-economico e non opera per modificare radicalmente, come a parere dei relatori sarebbe necessario, l'assetto politico e finanziario del paese. Difatti l'unico intervento messo in atto ha sostenuto solo le banche per non far crollare l'economia degli Stati, mentre le piccole realtà e i lavoratori sono stati lasciati a loro stessi.
Cosa si prospetta per il futuro? Secondo gli ospiti, l'investimento nella tecnologia e nell'innovazione, il cui ricavato andrebbe indirizzato a vantaggio della società, potrebbe risollevare la situazione. Sta ai governi decidere in che modo investire i fondi disponibili e rendere l'Europa una distopia o la  realizzazione di un'utopia.
Antonia Romagnoli e  Greta Mariotti

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