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domenica 7 ottobre 2018

I soldi fanno la felicità?

I soldi fanno veramente la felicità? E' la domanda sulla quale si basa quest'evento che vede come protagonisti il presidente di Banca Etica Ugo Biggeri e la giornalista Roberta Carlini, presentati da Massimo Cirri e Sara Zambotti.
L'incontro è contraddistinto da un gioco interattivo creato dai due relatori che ha coinvolto il pubblico e i suoi ospiti: attraverso un cartello, con due colori sui suoi lati, il pubblico è potuto intervenire nel dibattito mostrando il proprio pensiero.
Le domande poste riguardano la base dell'economia: la definizione di "grano", della borsa, degli investimenti e della liquidità; in seguito i quesiti si sono complicati fino a passare a delle vere e proprie simulazioni economiche.
La scintilla che ha avviato il dibattito è stato l'anniversario della crisi finanziaria della società Lehman Brothers, crisi avvenuta il 15 settembre 2008, che ha causato diversi cambiamenti in ambito economico in tutta Europa. Dal punto di vista culturale e in chiave ironica, Carlini ha presupposto che se la società avesse avuto il nome di "Lehman Sisters" probabilmente non sarebbe fallita, perché le donne in questo settore non hanno propensione al rischio. A proposito di "rischio", un concetto chiarito è stato il "Bailing", che prevede di affrontare il pericolo economico sostenuto dalle grandi banche e non dai soggetti esterni in caso di forti crisi al loro interno.
Un'altra questione discussa è stato il tabù dei conti correnti gratuiti utilizzati come strumenti per ingannare l'investitore e per acquisire nuovi clienti, così come l'abbassamento dei costi o degli interessi passivi.
Nella conclusione si è anche riflettuto sulla perdita di valore del denaro nell'era attuale, che ha svalutato l'importanza di ogni bene per trasformarlo in mero oggetto di scambio, andando ad incrementare il flusso continuo del capitalismo globale. Questo incontro ha voluto farci riflettere su quanto i soldi diano veramente la felicità, in un mondo che valuta le esperienze, le emozioni e le opportunità esclusivamente in termini economici. Per noi ragazzi è importante riflette sull'importanza di seguire le nostre passioni alimentate dalla brezza sognatrice oppure scegliere di seguire il continuo arrivismo che riflette i caratteri di questa società sempre più concorreziale e frenetica.
Benedetta Crivellaro, Anna Di Garbo, Liceo Ariosto Ferrara

sabato 6 ottobre 2018

Sinistra: l'ultimo vagone del treno

Che cos'è la sinistra? La sinistra è la rappresentanza della nuova classe intellettuale e globalizzata. Intellettuale non deve essere inteso come colui che ha una cultura varia ed esaustiva, ma come colui che attraverso il "sapere" si definisce nel mondo. Allo stesso modo per  globalizzazione si intende lo sviluppo tecnologico legato al movimento di capitali, persone e culture non conoscendo frontiere.
Questo modello non è soverchiabile, citando Lucia Annunziata, "è un treno che perde i vagoni"  lasciando come ultimi i deboli, i meno abbienti. La povertà è scarsa cittadinanza e per questo necessita di servizi efficienti e soluzioni innovative.
La mancanza della sinistra e della sua traballante posizione in Italia è stato il tema del dibattito fra BeskerBranbergen, Braun, Broder e Lucia Annunziata tenutosi il 5 ottobre presso il Teatro Comunale.
Secondo lo storico inglese David Broder "la sinistra imita il partito leggero, del leaderismo e populismo" trovando soluzioni facili e risolutive, conquistando i voti della popolazione,ma tralasciando la rappresentanza degli ultimi. Dovrebbe quindi mettere al centro della propria lotta la cultura e la formazione per superare quel pessimismo che vela la speranza di un futuro migliore. Per creare una contro-egemonia serve quindi un orizzonte utopistico che abbracci la battaglia per conferire dignità al lavoro e la scossa per rianimare lo spirito di cambiamento.
La sinistra, dovrebbe domare il capitalismo e non "assopirsi" sulla globalizzazione, dovrebbe, ma questo non avviene perché si è adagiata sul progresso tecnologico e sul multinazionalismo.

In conclusione, tutti gli ospiti si sono trovati d'accordo nell'affermare che le strategie per migliorare la situazione sono creare e gestire la produzione della ricchezza e concepire il potere come un alleato, volto alla riorganizzazione del bene comune.

Chiara Marchesin, Benedetta Crivellaro