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sabato 6 ottobre 2018

Gary Younge: il potere delle armi

"Il traffico di armi è come il traffico delle auto negli Stati Uniti". Questo è il pensiero di Gary Younge, scrittore del romanzo Un altro giorno di morte in America.
Younge nasce in Inghilterra da genitori stranieri, vive negli Stati Uniti da 12 anni, ma pur essendosi integrato all'interno del Paese, conserva ancora la capacità di stupirsi, meravigliarsi, indignarsi di fronte a situazioni che i giornalisti americani danno per scontate.
Unico è il modo in cui egli tratta del tema delle armi.
Il suo romanzo parte dal giorno 22 novembre 2013 : in questa data alcuni giovani adolescenti americani sono stati uccisi da armi da fuoco.  L'autore ha precisato di non aver scelto né manipolato l'ordine dei fatti, ma di aver lasciato alla sorte la scelta degli eventi per mostrare al lettore le disgrazie accadute. L'autore ha proseguito le sue ricerche approfondendo l'argomento del traffico di armi. Le statistiche mostrano come ogni giorno in media vengono uccisi nove adolescenti, la maggior parte dei quali è composta da stranieri appartenenti alla classe lavoratrice.
Un esempio riportato è quello di due bambini lasciati a casa da soli con i fucili da caccia del padre incustoditi. Il finale è di facile immaginazione: uno dei due bambini spara accidentalmente all'altro uccidendolo sul colpo.
In un altro caso, invece, l'ambito di appartenenza della vittima è legato a quartieri poveri come un diciottenne che volontariamente uccide le persone, entrando nella cerchia dei piccoli criminali.
Spesso si attribuisce la colpa di questi reati all'educazione del soggetto con genitori assenti e negligenti nell'educare correttamente i loro figli. Alla domanda posta dall'autore alle famiglie in lutto: "Vi sareste mai aspettati una fine così per vostro figlio?"  la risposta nella maggior parte dei casi è stata affermativa.
Nessuno ammette che la vera causa di tutte le morti sia l'alta quantità delle armi da fuoco in circolazione. Si cerca sempre un capro espiatorio: la negligenza dei genitori, la divisione di razze in America che comporta inevitabilmente la presenza dei classici stereotipi sulle minoranze.
Un altro dato statistico riportato da Younge è come sia calata la speranza di vita per gli uomini e le donne americane e di come la mortalità infantile sia in crescita.
Lo stato americano dovrebbe aiutare la popolazione nella lotta alle armi da fuoco, suggerendo copioni alternativi che combattano stereotipi e mettano fine alla paura di vivere in un paese insicuro.

                                                                                              Anna Di Garbo, Chiara Marchesin


"La parte migliore"


"La domanda giusta per chi ha a che fare con una quasi diciottenne non è che cosa ha in testa, ma che cosa ha in corpo". Durante la presentazione del suo romanzo La parte migliore (Einaudi, 2018) Christian Raimo, nel cortile di Palazzo Crema, ha dialogato con Chiara Lalli, giornalista e bioeticista, sull'influenza della scuola e della famiglia sulla vita dei giovani oggi. Il libro racconta il rapporto complesso tra una madre, Leda, psichiatra che lavora con malati terminali, e la figlia quasi diciottenne Lara. La ragazza rimane incinta dopo l'incontro casuale con un ragazzo a una festa e decide, con l'aiuto della madre, di intraprendere il percorso per interrompere la gravidanza. Roma fa da sfondo a questa storia ed è lo specchio dell'Italia intera che l'autore vuole raccontare, un'Italia retroflessa, cristallizzata nei suoi miti e quasi mai fantascientifica.
Durante l'incontro, l'autore si è soffermato su come i ragazzi siano poco rappresentati e come siano quasi sempre gli adulti a parlare per loro, denunciando quello che lui chiama paternalismo. Sottolinea anche le mancanze della scuola, che non educa più i giovani alla politica, all'affettività e alla sessualità. E' questa la prima generazione che non ha una mobilitazione studentesca forte, mentre si concentra di più sul nuovo progetto dell'alternanza scuola-lavoro. Nonostante la critica, però, secondo l'autore, la scuola rimane l'unica comunità che ancora esiste, dove si creano legami così forti da durare anche nell'età adulta. 
Negli ultimi anni è stata la famiglia a salire in prima posizione nella scala di valori dei giovani, superando l'amicizia e la libertà, ed è diventata l'unico luogo dove si creano relazioni affettuose. 
Parlando del percorso di Laura e di Leda, l'autore ha anche affrontato il tema dell'aborto e dell'eutanasia e lo stigma collegato, criticando la tendenza di chi sta intorno al paziente di decidere per lui quale sia il suo bene. 
In conclusione, l'autore durante la presentazione ha trattato di due temi tabù nella società di oggi, la morte e il sesso, sottolineando come siano gli unici due aspetti che interessino i ragazzi e come alimentino la loro voglia di mangiarsi il mondo.


Beatrice Culotta e Martina Piscitelli