passata dal desiderio di raccontare come la popolazione palestinese vive a qual è l'impegno dei giovani palestinesi ora. Tutti i personaggi, anche quelli di minor importanza, sono accuratamente descritti nelle loro visioni politiche. L'autrice tratteggia i personaggi più anziani come delusi dalle ribellioni del passato che si sono concluse senza portare nessun cambiamento effettivo nella realtà odierna. I più giovani del romanzo sono invece divisi tra chi si sente fuori posto e chi si è radicalizzato, ma tutti sono collegati dal "fil rouge" di chi vuole ricordare la storia culturale palestinese per non dimenticare.L' autrice durante l'incontro ha focalizzato l'attenzione su come in realtà i giovani di Gaza siano spinti la propria storia non da uno spirito filologico, come i ribelli di 20 - 30 anni fa, bensì da un senso di frustrazione. L'impegno dei giovani, dunque, risulta slegato da una forte ideologia per cui, a suo dire, non sono in grado di fare rivoluzioni ma possono fare solo rivolte. Questo libro è stato accolto molto bene dagli abitanti di Gaza tanto che ora rientra tra le letture obbligatorie per gli universitari. Anche il pubblico presente all'incontro ha mostrato grande interesse e curiosità sull'evoluzione del destino della popolazione palestinese.
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